Cultura
I neologismi coniati nel 2024

Il successo di una nuova parola dipende dall’uso sociale che ne fanno i parlanti e dalla sua struttura morfologica
La lingua è un codice che evolve in senso sincronico e diacronico ed è interessata da un continuo processo di codificazione di nuove parole, che indicano una precisa visione del mondo ed esprimono il significato di nuovi concetti. La nascita e la proliferazione dei neologismi è un fenomeno che mostra quanto è vitale e creativa la lingua. Nel 1975 il linguista Bruno Migliorini propose il termine “onomaturgia” per segnalare quell’operazione, mediante la quale vengono coniati nuovi lemmi. Questo processo di invenzione nasce da svariati motivi, come il dover denotare oggetti prima inesistenti e ora a portata di mano, innovazioni che impattano sulla nostre vite o per essere solamente originali. Le parole sono quindi segni che rimandano a qualcosa e incrementano la comunicazione verbale. La creazione di un nuovo vocabolo, tuttavia, non garantisce il suo accesso diretto nel sistema linguistico, perché tutto dipende dagli usi sociali che ne fanno i parlati sulla base delle normali dinamiche di funzionamento delle lingue. Durante il 2024, come negli anni passati, gli utenti del web hanno effettuato una ricerca costante di specifiche parole afferenti a campi diversi, molte delle quali particolarmente gettonate e desiderate. Per far un esempio, tra i termini più digitati su Google in Italia quest’anno spiccano “Angelina Mango” (vincitrice dell’ultimo Sanremo), “Donald Trump” (per il forte interesse legato alle recenti elezioni americane) e “Israele” (a causa della guerra in Medioriente), ma anche l’addio a “Sandra Milo”, a “Totò Schillaci” e ad “Alain Delon”. Ricercati anche il nome della principessa inglese “Kate Middleton”, quello della tennista italiana “Jasmine Paolini”, quello della pugile algerina intersessuale “Imane Khelif”, così come hanno richiamato un’attenzione generale fenomeni come la ginnastica artistica, i giochi paralimpici, le spedizioni nello spazio, il cambiamento climatico. Molti utenti hanno richiesto a Google la spiegazione di espressioni tra cui “All eyes on Rafah” (slogan filo-palestinese), “intersessuale”, “stop al genocidio” e “dissing” (“scambio di battute nel rap”). Il motore di ricerca è stato anche interrogato su tematiche come il cinema, con il reperimento di informazioni su pellicole di successo come “Inside Out 2” e “Baby Reindeer”, l’abbigliamento e le ricette (fare la maionese o i Crumbl cookies). L’Accademia della Crusca non ha ancora ufficializzato l’effettiva entrata, nel novero della lingua italiana, di nuove parole che da quest’anno sono sulla bocca degli italiani, ma ha fornito, come fa tutti gli anni, delle schede utili alla comprensione e all’approfondimento di come evolve il nostro idioma. Per il 2024 ha diffuso, per esempio, la scheda con la spiegazione di (content) creator, il cui ambito d’uso concerne il settore aziendale, dei new media e della rete. Il content/creator (rara la forma al plurale) è colui/colei che “si occupa di realizzare contenuti (audio, video, testi ecc) destinati ai media digitali, in particolare ai social network” così si legge sulla scheda tecnica. È un prestito linguistico dall’inglese da cui sono stati estratti Content (contenuto) e Creator (creatore). È stato attestato, per la prima volta, nel 2002 per riferirsi agli Instructional designer, ai web content creator e ai gestori tecnico-didattici, per poi consolidarsi tra il 2020-2021 in concomitanza con una crescita esponenziale del lavoro in questi settori. La Treccani online l’ha inserito tra i neologismi, mentre il dizionario Devoto-Oli l’ha registrato tra le nuove parole ad ottobre di quest’anno. Nel 2025 faranno il loro ingresso nello Zingarelli online queste new entry: “neurodivergenza” (chi possiede un profilo neurologico distinto da quello tradizionale, con un occhio di riguardo per la nuova cultura inclusiva), “overtourism” (la sovrabbondanza di turisti in un luogo), “bubble tea” (tè con bollicine), “catfishing” (creare una falsa identità online per trarre in inganno), “gieffino” (partecipante al programma “Grande Fratello”), “hype” (entusiasmo generale per il lancio di un prodotto o per altro), “maranza” (giovane rozzo e volgare di strada), la sgrammatura o “shrinkflation” (strategia commerciale che mira a ridurre le quantità di un prodotto, lasciando inalterata la confezione), “l’escape room” (gioco di gruppo che consiste nel rinchiudersi in un ambiente attrezzato, ricercando tutte le strategie per uscirne in un tempo prestabilito), “fattanza” (lo stordimento conseguente all’assunzione di droghe). Da notare che molte new entry sono prestiti o calchi dall’inglese, la lingua franca usata per la comunicazione internazionale che ha invaso tutti i settori della vita. Questi neologismi, già attenzionati dai grandi dizionari e dalla Crusca, radicheranno la loro presenza nella lingua italiana se si attesterà un loro uso sociale costante e prolungato da parte dei parlanti.