Cultura
Caffè: il profumo della storia

Espresso, ristretto, lungo, americano, macchiato, corretto, freddo shakerato, ce n’è per tutti i gusti, si tratta della bevanda più diffusa al mondo: il caffè.
Probabilmente deve il suo nome alla regione di Caffa, nell’Etiopia sud occidentale, in cui la pianta era largamente presente e da dove si è diffusa dapprima in Medio Oriente, poi in Europa nel XVI secolo e, successivamente, in America. Altre fonti fanno derivare il nome dal turco ‘kahve’, che a sua volta proviene dall’arabo ‘qahwa’ che vuol dire ‘bevanda eccitante’.
Esistono diverse leggende sull’origine del caffè, una delle più conosciute individua in un pastore etiope colui che per primo sperimentò il gradevole infuso, pare dopo che ebbe avuto modo di constatare la particolare energia e vitalità che le capre, da lui condotte al pascolo, avevano mostrato avendo mangiato le bacche e le foglie della pianta.
Appartenente al genere ‘coffea’ della famiglia delle rubiacee, la pianta del caffè è un alberello sempreverde dal cui frutto si estraggono due semi verdi, appunto i chicchi di caffè, che vengono prima essiccati, poi tostati e macinati in polvere per essere degustati in infusione.
La produzione mondiale di caffè è in aumento costante, i maggiori leader in questo settore sono il Brasile, la Colombia, il Vietnam e l’Indonesia. La specie più pregiata e maggiormente coltivata è la ‘coffea arabica’.
Il caffè, però, non è solo una bevanda, nel tempo è diventato una tradizione, un’abitudine legata alla socialità, un momento di piacere irrinunciabile, un rito che scandisce i diversi momenti della giornata, un tempo da dedicare a se stessi o da trascorrere in compagnia.
Per quanto riguarda il nostro paese, il caffè è divenuto un vero e proprio simbolo della cultura italiana, riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, ma se vi è un luogo in cui la bevanda rappresenta un vero e proprio oggetto di culto, quello è sicuramente Napoli, dove il caffè è stato celebrato nell’arte, nella letteratura e nella musica.
Innumerevoli gli aneddoti che hanno come protagonista la prelibata bevanda. Padre Mario Savarese, parroco e rettore della Basilica Reale Pontificia di San Francesco di Paola, in piazza Plebiscito a Napoli, ci ha descritto un racconto della tradizione partenopea nel quale si narra che, nel 1734, re Carlo III di Borbone si sia recato presso il convento dei Frati Minimi, vicino Porta Capuana, per trovare ristoro fisico e spirituale prima di entrare a Napoli per liberare la Campania dall’invasione austriaca e che proprio in quella circostanza degustò per la prima volta il caffè preparato dai frati. “Ci riferiamo ad un periodo storico in cui l’Ordine dei Minimi era molto florido, spesso i conventi erano anche dei centri culturali che accoglievano esperti di botanica, astronomia, architettura, filosofi ed erano crocevia di incontri ed approdo di pellegrini”, quanto sottolineato da padre Mario Savarese.
È proprio ispirandosi alla prelibata bevanda, tanto apprezzata dal sovrano borbonico, che nel 1997 è nata ‘Caffè Borbone’, una tra le più apprezzate aziende campane a livello nazionale ed internazionale.